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7.11.2006 |
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Metalli, allarme costi nell'Ue |
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È allarme costi delle materie prime in Europa. Un caro prezzi dei metalli che sta mettendo in difficoltà le imprese della meccanica, soprattutto le più piccole.
Non a caso la Commissione europea ha deciso recentemente di avviare una consultazione tra le organizzazioni di rappresentanza dell'industria meccanica europea per preparare un documento condiviso e finalizzato a determinare azioni politiche efficaci per contrastare la crescente difficoltà di accesso alle materie prime.
Lo scopo è anche quello di garantire una vera competizione internazionale nella produzione e nella vendita dei metalli stessi.
´L'unione nazionale Cna Produzione ha ritenuto importante cogliere questa opportunità per ribadire ufficialmente alla Commissione europea la grande attualità di questa problematica e l'urgenza di un intervento politico in sede comunitaria', spiega Giancarlo Gamberini responsabile nazionale Cna produzione. ´Il problema dell'approvvigionamento delle materie prime', aggiunge, ´acquista, del resto, ogni giorno di più una rilevanza strategica per il sistema delle imprese operanti nei vari comparti della meccanica e i prezzi di molti metalli stanno nuovamente raggiungendo livelli insostenibili'.
Mentre il caro-petrolio ha visto negli ultimi mesi una fase di temporaneo assestamento la dinamica dei prezzi dei metalli ferrosi e non ferrosi, infatti, continua inesorabile. Nel solo periodo gennaio-giugno 2006, lo zinco ha visto un rialzo dei prezzi del 72%; il rame del 58%; il nickel del 53%; i laminati siderurgici del 10%.
Anche l'alluminio, dopo alcuni mesi di relativa stabilità, ha ripreso la sua corsa al rialzo e altrettanto sta avvenendo per il piombo.
´Si tratta purtroppo di una tendenza che, senza efficaci interventi di contrasto per calmierare i prezzi da parte della comunità internazionale, è destinata a proseguire nel prossimo futuro', insiste Gamberini, ´e i forti processi di concentrazione e fusione in atto da parte dei grandi produttori di metalli testimoniano la crescente attrattività sul piano finanziario dei prodotti di base con ulteriori pesanti aggravi per trasformatori e consumatori finali'.
Secondo Cna produzione, tra le cause primarie del fenomeno si rileva indubbiamente quella determinata dall'imponente ascesa dei consumi di materia prima da parte della Cina e, in misura minore, di Russia, India e Brasile, cui si aggiunge il tendenziale rilancio produttivo del settore meccanico su scala globale e anche in Europa.
Nel contempo la Cina è diventata il maggior produttore di metalli e rappresenta dunque il concorrente principale dell'Unione europea sul mercato globale dei metalli grezzi.
´Le notevoli rigidità sul piano degli approvvigionamenti (con tempi di consegna lunghissimi e una problematica programmazione delle scorte), associate al pesante aumento dei prezzi', fa notare Gamberini, ´stanno mettendo in grande difficoltà soprattutto i comparti meccanici dell'artigianato e delle pmi ponendo un serio ostacolo al consolidamento della ripresa produttiva che è in atto, con effetti dirompenti sul costo del lavoro e sulla capacità competitiva delle aziende'. Particolarmente penalizzato risulta, secondo Cna produzione, anche il vasto mondo delle piccole imprese che in Italia opera nella subfornitura.
´Un mondo che non ha alcuna possibilità di veder riconosciuto, almeno parzialmente, da parte dei propri committenti l'aumento delle materie prime: ciò significa in sostanza per queste imprese una perdita secca di redditività e di profitti', fa notare Gamberini.
´Questa situazione, peraltro, non potrà alla lunga che avere ripercussioni inflattive anche sul prezzo finale dei prodotti in metallo, soprattutto nel settore automotive e delle costruzioni', fa notare di nuovo il responsabile di Cna produzione.
Alla Comunità europea le pmi del comparto chiedono dunque di intervenire con una politica sistematica di contrasto dei fenomeni speculativi, al fine di assicurare un mercato regolato e trasparente.
´Risulta poi importante sviluppare standard di costruzione che diano vigore al riciclaggio dei metalli', chiarisce Gamberini, ´e pensare a una legislazione più realistica e razionale in materia di rifiuti per facilitare l'utilizzo degli scarti di lavorazione come materia prima per la produzione secondaria'.
´Infine', conclude, ´occorre intervenire sui consumi di energia (che nella produzione primaria dei metalli sono ancora molto elevati) definendo un prezzo massimo dell'energia stessa da applicare in tutta l'Ue, e definire una strategia europea nel campo delle tecnologie dei materiali, soprattutto leghe e materiali sintetici'.
ItaliaOggi - Economia e Impresa
Numero 264, pag. 18 del 7/11/2006
Autore: Agnese Tommasi
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